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La
scuola deve educare,cioè aprire al mondo.
Non soddisfare bisogni ma
rendere capaci di autonomia e di desiderio.
Non infantilizzare come
avviene quando si lascia che i bambini
continuino a scontrarsi con
conoscenze estranee al loro
mondo vitale ma aiutare a crescere.
Insegnare a contenere l’angoscia, fare qualcosa
che consenta di ritrovare
parti buone dentro di sé, modificare le
relazioni con gli altri,
sentirsi utili e importanti, apprendere
dall’esperienza.
Anche per questo la scuola deve avere a che fare con le
emozioni e gli affetti.
Oltre all’analfabetismo culturale c’è un
analfabetismo sentimentale
che solo la scuola può contrastare.
La dimensione affettiva, se non tematizzata,
compie la sua vendetta
interferendo sul cognitivo. |